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Il monaco Epifanio |
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Viveva nei tempi andati, in Sicilia, un monaco di nome Epifanio. Un giorno scoprì in sé un dono del Signore che non aveva mai sospettato di possedere: sapeva dipingere bellissime icone. Non si dette più pace: voleva ritrarre il volto di Cristo. Ma dove trovare un modello adatto che esprimesse insieme sofferenza e gioia, morte e risurrezione, divinità e umanità? Epifanio si mise in viaggio. Percorse l'Italia, la Francia, la Germania, scrutando ogni volto. Nulla: il volto adatto per rappresentare Cristo non c'era. Stanco, si addormentò ripetendo le parole del salmo: "Il tuo volto Signore io cerco. Mostrami il tuo volto!". Fece un sogno. Gli apparve un angelo che lo riportò dalle persone incontrate e per ognuno gli indicò un particolare che rendeva quel volto simile a quello di Cristo: la gioia di una giovane sposa, l'innocenza di un bambino, la forza di un contadino, la sofferenza di un malato, la paura di un condannato, la bontà di una madre, lo sgomento di un orfano, la severità di un giudice, l'allegria di un giullare, la misericordia di un confessore, il mistero nel volto bendato di un lebbroso. Epifanio tornò al suo convento e si mise al lavoro. Dopo un anno l'icona di Cristo era pronta e la presentò al suo Abate, che rimase attonito: era meravigliosa! Volle sapere di quale modello si era servito, perché desiderava mostrarlo anche agli artisti del monastero. Rispose il monaco Epifanio: "Nessuno, padre, mi è stato modello, perché nessuno è uguale a Cristo, ma Cristo è simile a tutti. Non cercate il Cristo nel volto di un solo uomo, ma cerca in ogni uomo un frammento del volto di Cristo". |