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Perché un nuovo modello di Iniziazione Cristiana Fanciulli e Ragazzi (ICFR)? Relatore: don Giammarco Busca
Nel momento di preghiera che introduce l’incontro si leggono i testi della vedova di Zarepta e il vangelo di Matteo “rimarrò con voi”, dice Gesù dopo la risurrezione e mandando i suoi nel mondo come evangelizzatori.
Cosa significa “iniziazione cristiana”?
Il relatore parte dalla domanda “Iniziazione cristiana: perché cambiare? e avverte che non è la prima volta che la chiesa cambia il suo modello di iniziazione. Il termine “Iniziazione” deriva dal latini “in – eo”, che significa “entrare dentro”, trattandosi di iniziazione cristiana si entra dentro alla vita in Cristo. Il fatto dell’iniziazione rimanda ad una relazione, la relazione tra l’uomo e Dio, tra l’uomo, membro della Chiesa e la Trinità. Il passaggio provoca una rottura tra il prima e il dopo e l’inizio di una vita diversa, da una vita senza Cristo a una vita in Cristo. La vita nuova porta con sé relazioni nuove, tutte sotto il segno del “dono”, una vita donata. Cfr. 2 Corinzi 5,17 “… se uno è in Cristo è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove”. L’iniziato in Cristo diventa figlio del Padre, fratello di Cristo, tempio dello Spirito Santo, membro della Chiesa, salvato con il Salvatore. La fede consiste nel vivere dentro queste relazioni. Cristiani non si nasce, cristiani si diventa, cristiani non ci si fa, cristiani si è fatti da.
L’icona dell’amicizia
È un’icona copta del sec. VII, nota come l’icona dell’amicizia. Rappresenta due personaggi di cui una è il discepolo e l’altro è l’amico sconosciuto (Gesù). Descrizione e significati. Sulla strada: sono in movimento, vivono nella storia dell’uomo, non ne sono fuori. Camminano l’uno a fianco all’altro: la guida è Gesù. Gesù ha la mano sulla spalla del discepolo e la spalla porta i pesi (le sofferenze, le difficoltà, i problemi): Gesù condivide i pesi del discepolo e ne guarisce le ferite. Gesù ha il libro della Parola e anche il discepolo ha in mano un piccolo libro: il discepolo simile al maestro, condividono le stesse parole. L’aureola intorno al capo del discepolo e di Gesù: il discepolo riceve la santità. All’interno dell’aureola di Gesù ci sta una croce e il disegno richiama il pane dell’eucaristia: la celebrazione eucaristica del mistero della morte e della risurrezione di Cristo. Gli occhi sono molto grossi: la fede dilata la vista, la mentalità, l’occhio grande e vigile. Il discepolo è guercio, un occhio guarda verso Gesù: Gesù è la guida da non perdere di vista. La mano benedicente del signore, le tre dita (trinità) due della quali unite (la doppia natura di Cristo). A benedire è il discepolo: il testimone prolunga il Salvatore.
Progetti di iniziazione e storia
Gesù non cambia, è lo stesso ieri oggi e nei secoli, l’umanità cambia. Le culture cambiano (progetti, ferite, difficoltà). L’idea di santità cambia (laicale, famigliare, monastica). I ritmi della vita cambiano, ecc. Dall’inizio ai Padri della Chiesa (I-VIII secoli) I tratti dell’iniziazione delle origini vedi Atti 2,37-38. I predicatori suscitano una fede iniziale. Segue la conversione, cioè una cambiamento radicale nel pensiero e nel modo di vivere. Questo si realizza nel catecumenato, un cammino di 2 o 3 anni, durante il quale si è introdotti al cambiamento. Si ricevono i sacramenti dell’iniziazione e si è cristiani, assimilati a Cristo. In una società pagana si battezzano solo i convertiti (noi, con il battesimo dei bambini, convertiamo i già battezzati). Il catecumenato opera una selezione dei candidati mediante degli esami, l’Eucaristia è riservata solo a chi giunge alla fine del percorso. In una società impregnata di paganesimo si battezzano solo gli adulti. Il catecumenato era una palestra che composta una duro lavoro, non l’improvvisazione, ma un impegno progressivo. Il cristiano è quindi un credente convertito, iniziato alla vita cristiana con un laborioso cammino, che vive da discepolo. La Chiesa è minoranza e va in missione per fare nuovi cristiani.
Dall’VIII al XX secolo
Ci sono conversioni e battesimi di massa. Si converte il re e quindi tutto il popolo riceve il battesimo. Nasce la “società cristiana”. Cristiani di nasce, i segni, le leggi, il costume sono “cristiani”, la società è cristiana, la fede è un dato scontato, pacifico. L’impegno è dare i sacramenti. Nasce la figura del “cristiano praticante” collegato al culto e ai sacramenti. Ci si preoccupa della conservazione della fede, di evitare i pericoli, si espande l’aspetto penitenziale (si cura la confessione) e si contrae la comunione eucaristica. Solo con Pio X e il movimento eucaristico si favorisce una comunione più frequente. L’età per la prima comunione si abbassa, e la celebra il parroco, la cresima è collocata dopo la comunione, quando il vescovo visita la parrocchia.
Dal Concilio Vaticano II a oggi
La società non è omogenea, non tutti sono cristiani, la fede non è un dato scontato. Si apre la crisi della trasmissione della fede, l’ambiente è post-cristiano e c’è la delega da parte dei genitori. Si verifica un generalizzato abbandono dopo la cresima, il sorgere di progetti di vita non cristiani (libere convivenze, calo delle vocazioni). Il cristiano comune può dire di sé: ho fatto i sacramenti, ma non mi hanno fatto cristiano.
Il modo di iniziare oggi: quali attenzioni? Un cammino di fede. Si passa da una catechesi “per la dottrina cristiana” a una catechesi “per la vita cristiana”. Dalla catechesi prevalentemente dottrinale e scolastica ad un cammino di catechesi. Necessità del “primo annuncio”. La fede non è un dato scontato occorre suscitarla, partendo dalla prima evangelizzazione. Uno sviluppo globale. Occorre percorrere progressivamente la sequenza: predicazione – fede – conversione – sacramento – celebrazione dell’eucaristia (il giorno del Signore). Dimensione comunitaria. Responsabile dall’iniziazione è la Chiesa, in essa i genitori hanno un ruolo originario e originale, legato al sacramento del matrimonio Il sacramento è sacramento “della fede”: nella relazione si è in due (Cirillo di Gerusalemme). L’itinerario porta alla Messa e alla Comunione di ogni domenica. In tutti i sacramenti si passa, nell’Eucaristia si resta (Nicola Cabasilas). Tutta la chiesa è madre e missionaria (Agostino). |