|
|
«Commemorazione del santo ladrone che, avendo
confessato Cristo sulla croce, meritò di
sentirsi dire da lui: “Oggi sarai con me in
Paradiso”». Così leggiamo nell’elenco
universale dei santi, il Martirologio romano,
alla data del 25 marzo; e le Chiese orientali lo
ricordano due giorni prima, il 23. È l’uomo che
solitamente chiamiamo Buon Ladrone, e che si
venera come santo. Un santo, possiamo anche
dire, canonizzato per voce stessa di Gesù.
Non conosciamo il suo nome con certezza. Lo si
chiama Disma negli Atti di Pilato, che sono un
testo non canonico, ossia non accolto dalla
Chiesa fra le Scritture sacre. E nulla di certo
sappiamo della sua vita, se non che per i suoi
delitti è stato condannato a morte insieme a un
altro. Tutti e due, apprendiamo dai Vangeli,
vengono messi in croce sul Calvario insieme con
Gesù: uno alla sua destra, l’altro alla sua
sinistra, come precisano Matteo, Marco e Luca.
Quest’ultimo ci dà poi la narrazione più diffusa
di quei momenti (Luca 23, 39-43). Uno dei due
condannati, dalla sua croce, si mette a gridare
insulti contro Gesù, deridendolo come fanno
anche i soldati-carnefici: «Non sei il Cristo?
Salva te stesso e anche noi!». Ed ecco il
rimprovero dell’altro condannato per quelle
ingiurie: «Neanche tu hai timor di Dio, benché
condannato alla stessa pena? Noi giustamente,
poiché riceviamo il giusto per le nostre azioni;
egli invece non ha fatto nulla di male».
A questo punto l’uomo ha già meritato la
qualifica di “buon ladrone”. È uno, infatti, che
sa riconoscere di meritare per i suoi delitti la
pena massima e infamante. Un pentito, insomma,
ma che si pente espiando; non per scansare
l’espiazione. Infine, un uomo che nel suo
soffrire è anche capace di compassione per i
dolori di Gesù, che è stato condannato pur
essendo innocente.
In genere l’attenzione per l’uomo si ferma qui.
Ma lui parla ancora, rivolgendosi direttamente a
Gesù: «Ricordati di me quando entrerai nel tuo
regno». E questo è il suo tranquillo e totale
“atto di fede” in Gesù, che in questo momento
non sta compiendo miracoli come quelli che
meravigliavano le folle e incoraggiavano i
discepoli: ora Gesù pende agonizzante dalla
croce, tra ingiurie e disprezzo. Ma lui gli
parla come a un sovrano in trono. Lo riconosce
Signore di un regno nel quale supplica di essere
accolto, senza una parola di rimpianto per la
sua vita terrena che sta finendo. Ha quella fede
che Gesù si sforzava di instillare nei suoi
discepoli, e che ora egli premia nel ladrone con
la breve risposta: «Oggi sarai con me nel
paradiso».
Nell’antichità cristiana si sono diffuse molte
leggende sul Buon Ladrone. Secondo una di esse,
egli avrebbe partecipato al sequestro di Maria e
Giuseppe col piccolo Gesù, durante la loro fuga
in Egitto. Anche queste narrazioni fantasiose
confermano l’importanza che fin dai primissimi
tempi il mondo cristiano gli ha attribuito,
venerandolo subito come santo. |