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 iniziazione cristiana ed eucaristia

"Iniziazione cristiana ed eucaristia" è la nota pastorale per l'anno 2006-07. Il vescovo stesso, nella presentazione, espone i motivi di questa scelta. "Alla ripresa di questo tema mi sollecita ... la percezione che alcuni aspetti del mistero eucaristico sono vissuti oggi in modo particolarmente problematico. Infatti, la maggioranza dei battezzati ha interrotto il rapporto con l'Eucaristia o lo vive saltuariamente; tanti genitori chiedono il Battesimo per i propri figli, ma non si preoccupano poi di introdurli gradualmente all'Eucaristia domenicale, vivendola con loro. Inoltre, e questo è forse l'aspetto più preoccupante, si sta diffondendo una concezione individualistica della fede cristiana che porta inevitabilmente ad una partecipazione quasi privata e sempre più anonima alla stessa Eucaristia. Molti cristiani fanno Eucaristia ma non fanno Chiesa".

 eucaristia culmine dell'iniziazione

L’itinerario di IC, pur essendo graduale e progressivo, è profondamente unitario: nasce dall’annuncio, si approfondisce nella catechesi e trova la sua fonte e il suo culmine nella celebrazione liturgica: Fede e sacramenti sono, infatti, due aspetti complementari. Il vertice sacramentale di tale cammino si trova nell’Eucaristia, in quanto in essa si attua la più profonda comunione con Cristo, ma, nello stesso tempo, si edifica il mistero della Chiesa, corpo di Cristo (1 Cor 10,16-17).

I sacramenti dell’iniziazione sono un’unica azione che parte dal Battesimo e si compie, attraverso la Cresima, nell’Eucaristia. Questa è il sacramento che, continuamente offerto, non conclude il cammino di inserimento nel mistero di Cristo, ma lo rinnova ogni settimana nel giorno del Signore. La logica unitaria dei sacramenti dell’iniziazione cristiana non fa perciò perno sul punto di partenza, il Battesimo, ma sul punto di arrivo, l’Eucaristia.

Siamo battezzati e cresimati in relazione all’Eucaristia, che è e resta sempre il “sacramento della piena maturità cristiana”. Ad essa possono accedere solo gli “iniziati”, poiché mentre il “pane” della Parola e della carità va spezzato per tutti gli uomini, il “pane” eucaristico è riservato solo ai discepoli di Cristo.

(dalla “Nota pastorale 2006-07” pp. 5-6)

 

 senza domenica il cristiano non può vive

Quanti hanno ricevuto la grazia del battesimo non sono stati salvati solo a titolo individuale, ma sono entrati a far parte del Popolo di Dio. E’ importante che si radunino, per esprimere pienamente l’identità stessa della Chiesa, l’assemblea convocata dal Signore risorto, il quale ha offerto la sua vita "per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi".

Tuttavia, perchè l’animo si liberi da ogni genere di formalismo e non risolva la Messa come una semplice osservanza di un precetto, è necessario riscoprire le ragioni del medesimo, affinchè la celebrazione dell’Eucaristia domenicale esprima, da una parte l’amore di Dio che convoca e, dall’altra, il nostro bisogno di riattingere vita e fedeltà al banchetto della nuova alleanza. Prima di essere una questione di precetto è una questione di identità e di appartenenza.

Il cristiano ha bisogno della domenica. "Non possiamo vivere senza celebrare il giorno del Signore", le parole dei martiri di Abitene tornano attuali per i nostri tempi. (dalla "Nota pastorale 2006-07 pp. 9-10)

 

non intimismo, ma comunione 

Partecipare al Sacrificio eucaristico e ricevere l’Eucaristia significa entrare in comunione profonda e personale con Gesù. Questo aspetto della relazione personale è estremamente importante …

“Ma questa speciale intimità che si realizza nella ‘comunione’ eucaristica non può essere adeguatamente compresa né pienamente vissuta al di fuori della comunione ecclesiale”. La relazione personale con Cristo nell’Eucaristia non può e non deve diventare un rapporto privato e intimistico, che dimentica o scavalca la relazione con il resto dell’assemblea e, più in generale, con la Chiesa.

Il termine ultimo della celebrazione eucaristica è proprio la comunione ecclesiale, che è resa possibile grazie alla comunione di tutti col medesimo Pane eucaristico. Così ci insegna a pregare la liturgia, allorché chiediamo al Padre che, “per la comunione al Corpo e Sangue di Cristo, lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo”. (Nota pastorale pagg. 10-12)

  

 eucaristia e sposi cristiani

L’Eucaristia salva la persona, sottraendola alla corruzione fondamentale, che è la rottura della relazione con Dio e con gli altri, e impedendole così di bloccarsi su se stessa.

Se ogni battezzato nella celebrazione eucaristica ritrova la pienezza della comunione con Dio e con la comunità ecclesiale, in modo particolare sono gli sposi cristiani ad essere chiamati a rinsaldare i vincoli della loro unione proprio nell’Eucaristia e a celebrarla nella vita come ringraziamento al Padre, sacramento di unità e vincolo di carità tra gli uomini che essi quotidianamente incontrano.

«La famiglia cristiana – sottolineava Giovanni Paolo II all’Angelus del 26 dicembre 2004 – ritrovi la luce e la forza per camminare unita e crescere come “chiesa domestica” soprattutto nell’assidua partecipazione alla celebrazione eucaristica domenicale».

 eucaristia, missione e carità

«L’Eucaristia, proprio per divenire e rimanere veramente se stessa, deve continuamente andare al di là dell’ambito semplicemente cultuale, compiersi al di là e al di fuori di esso» (J. Ratzinger, "La comunione nella Chiesa" 2004)

«Il culto eucaristico – affermava il nostro Papa bresciano nell’Enciclica Mysterium fidei, al n. 36 – muove fortemente l’animo a coltivare l’amore “sociale”, col quale si antepone al bene privato il bene comune; facciamo nostra la causa della comunità, della parrocchia, della Chiesa universale; ed estendiamo la carità a tutto il mondo, perché dappertutto sappiamo che ci sono membra di Cristo». (Paolo VI "Mysterium fidei")

«... una Chiesa autenticamente eucaristica è una Chiesa missionaria. Di fatto l’Eucaristia è fonte di missione» (Sinodo dei Vescovi)

«... il criterio ultimo in base al quale sarà comprovata l’autenticità delle nostre celebrazioni eucaristiche rimane sempre l’amore vicendevole e, in particolare, la sollecitudine per chi è nel bisogno» (nota pastorale p. 25).

 una robusta formazione liturgica

Toccare ed entrare nel Mistero, è questo il punto. A tal proposito da una parte si nota l’emergere della tentazione di ritornare a vecchi formalismi, dall’altra quella di avventurarsi nello spettacolare, ma pare che l’evento sacramentale non sempre venga colto. Di qui l’urgenza di una robusta formazione liturgica che aiuti i fedeli a passare dai segni al mistero per coinvolgervi in esso l’intera esistenza. Serve quindi una liturgia seria, semplice e bella, che sia veicolo del mistero, rimanendo al tempo stesso intelligibile, capace cioè di narrare la perenne alleanza di Dio con gli uomini.

 perchè la parrocchia?

Perchè " «nella sua forma più piena e più perfetta, l’assemblea si realizza quando è radunata attorno al suo vescovo, o a coloro che, a lui associati con l’ordine sacro nello stesso sacerdozio ministeriale, legittimamente lo rappresentano nelle singole porzioni del suo gregge, le parrocchie». Questa pienezza è legata al fatto che qui c’è lo spazio per tutti i doni, le vocazioni e ogni ministero particolare. Per tutti vale la raccomandazione della Chiesa antica a “non diminuire la Chiesa e a non ridurre di un membro il corpo di Cristo con la propria assenza”. «E il corpo del Signore non è impoverito solo da chi non va affatto all’assemblea, ma anche da coloro che, rifuggendo dalla mensa comune, aspirano a sedersi a una mensa privilegiata e più ricca». (CEI "Il Giorno del Signore" n. 10)

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sant'Agostino

Educato nella fede, ebbe una giovinezza dissipata finché non lesse l'Ortensio di Cicerone che lo riaccostò alla vita dello spirito. Fu attratto dal manicheismo ma l'incontro con Sant'Ambrogio, da cui fu battezzato, lo riportò alla fede. Tornato penitente in Africa dopo la morte della madre, fu ordinato sacerdote e vescovo di Ippona. Filosofo, teologo, mistico, oratore e sommo polemista(parte della sua vita fu dedicata alla lotta contro l'eresie), a lui si deve la prima sintesi tra Filosofia e Fede, che dimostra come sia possibile un perfetto accordo tra la città terrena e la città celeste. In un mondo come quello attuale, in cui la città terrena sembra essere in contrasto con quella celeste, il suo messaggio è ancora un monito e una speranza per l'umanità.

 Orario delle celebrazioni

Nei giorni feriali

ore 08.00 = Messa

ore 19.00 = Messa

Nei giorni festivi

ore 18.00 = Messa della vigila (Sabato)

ore 07.00 = Messa prima

ore 10.00 = Messa solenne

ore 18.00 = Messa vespertina

ore 16.00 = Rosario e benedizione eucaristica

 

Nei giorni feriali invernali, le Messe vengono celebrate nella Chiesetta del Giubileo.